Ritorno a casa

mi ero ripromesso di scrivere ancora un ultimo lettera, la n. 10. Le ultime due settimane in Camerun non riuscivo a scrivere nulla per ovvi motivi. lI dover partire e lasciare faceva male. Però ritornando sull'aereo è tornata la pace in cuore. Come mi era già successo prima, una volta varcato il gate dell'aereoporto, il cuore non era più là ma qui a Cuneo, a San Benigno, a Ronchi.

 

Così mi è venuto di scrivere una poesia, un qualcosa che riassumesse i doni e quando mi è stato di vivere in questi due mesi e mezzo.L'ho scritta in inglese (mi è più facile) e ho provato a tradurla in italiano.

Un grazie di cuore di come mi avete accolto. Ho avvertito quanto mi volete bene! Ne ero quasi sopraffatto.

 

E’ stato come

E’ stato

come tornare a casa

 

E’ stato bello

sorseggiare una birra, il primo bicchiere

e godere ancora una volta di quel suo sapore inimitabile,

è stato bello

sedere nella veranda di casa

mentre la calma di quel paesaggio penetrava la mia anima,

è stato bello

alzarsi presto la mattina

e avviarsi lentamente verso la chiesa.

 

È stata una gioia

“scendere” alla scuola materna

e provare a diventare bambino tra bambini,

è stata una gioia

sentire raccontare di Fatina, Nerus e Aghì,

e di Rejoyce, Macfonjiù e Maximilian,

è stata una gioia

poter scrivere le loro storie

e della loro grandezza farne poesia.

 

È stato forte

annotare i doni di ogni giorno

e condividerli con amici lontani,

è stato forte

salutare con un sorriso chi incontro

e avvertire che i miei occhi diventano più luminosi,

è stato forte

incontrare i bambini per strada

e sentire il loro invariabile saluto: buon giorno, fada!

 

È stato meraviglioso

pregare e danzare col popolo di Dio

e accogliere con gioia contagiosa il Risorto,

è stato meraviglioso

poter dire ancora: ale buo!

e nella chiesa vedere i volti illuminarsi di sorrisi,

è stato meraviglioso

incontrare e ricevere la visita degli amici di un tempo:

un anticipo di Paradiso.

 

È stato un dono

fare da fratello a un fratello

e rendere la nostra casa più casa,

è stato un dono

celebrare all’altare

ma anche preparare e condividere un nuovo piatto,

è stato un dono

poter donare quel poco

e ricevere in cambio senza misura.

 

La nostalgia

è ciò che rimane dell’amore.

 

28.04.2015 sull’aereo ritornando dal Camerun

It has been

It has been

as to come home

 

It has been nice

to sip a beer, the first glass

and enjoy once more its unique taste

It has been nice

to sit under the house veranda

while the calm of the place impregnates my soul

It has been nice

to wake up early in the morning

and walk slowly to the church

 

It has been a joy

to “descend” to the nursery school

and try to be a child among children.

It has been a joy

to hear of Fatima, Nerus and Aghì,

and of Rejoyce, Macfonjù and Maximliam.

It has been a joy

to write down their story

and make a poem of the greatness.

 

It has been great

to take note of the every day gifts

and share them with friends afar.

It has been great

to greet with a smile those I meet

and feel my eyes becoming brighter.

It has been great

to meet children on the way

and hear their greeting: good morning, fada!

 

It has been wonderful

to pray and dance with God’s people

and welcome with contagious joy the Risen Lord.

It has been wonderful

to be able to say again: alebuo!

and see smiles all around the church.

It has been wonderful

to meet and to be visited by old friends

a foretaste of Paradise

 

It has been a gift

to be a brother to a brother

and make with him more a home of our house.

It has been a gift

to minister to the altar

but also to prepare and share a new dish.

It has been a gift

to give a little

and to receive without measure.

 

The nostalgia

is what remains of the love.

 

Written on the 28th of April 2105 while returning from Camerun