Fonjumetaw, 11 marzo

Mi sono ripromesso di scrivere qualcosa possibilmente ogni giorno; è un modo per apprezzare i doni che ricevo e le persone che incontro, perciò eccomi ancora qui. Raccolgo alcune cose per condividerle con voi.

 

Giovedì 6 arriva a trovarmi un gruppo di ragazze handicappate. Quando ero stato a Fontem c’ erano ragazzine e anche ragazzini  con delle gravi deformazioni dovute alla poliomelite. I genitori per vari motivi (mancanza di denaro ma anche la convinzione che se erano così dovevano restare così) non li avevano curati. Fortunatamente in un ospedale della regione spesso veniva un team di ortopedici, così eravamo riusciti a convincere i genitori a portare lì un buon numero di questi ragazzi e così migliorare la loro condizione. Tra di loro poi si era creato un gruppo gli “Ebwanku Ndem” (i bambini di Dio) a cui ero molto legato e dopo quindici anni sono ancora uniti, alcune di loro hanno dei bambini.

Domenica 8 dopo la messa accompagno padre Antonio all’ospedale di Bafut, di nuovo cinque ore di macchina. Però lì ritrovo due ragazze, sempre della parrocchia di Fontem, che conoscevo bene,  che avevo seguito e che erano entrate poi  in convento:  suor Jethro e suor Francoline. Mamma mia che belli questi “ritrovamenti”! Se si cerca di andare là dove Dio ci vuole, quando ci si ritrova, sembra che sia solo ieri che ci siamo lasciati.

E adesso devo raccontare qualcosa della scuola materna “Baby Jesus”.

Questi bimbi mi hanno proprio preso il cuore a motivo della loro dolcezza ma anche della sofferenza che già li ha segnati. Ogni volta  che vado Helen , la responsabile, e Ruby, l’infermiera, mi fanno  scoprire nuovi volti e nuove storie. Stavolta vi parlo di Rejoice, di  Faith e di Maximillian.

I bambini arrivano alle 8, quasi tutti da soli magari il fratellino più grande accompagna la sorellina, ma naturalmente tanti  sono in  ritardo.

Rejoice (il suo nome significa”rallegrati”; è il saluto che l’angelo ha fatto a Maria) è una bambina molto bella e molto  intelligente. Anche  lei sta con la nonna. La mamma l’ha lasciata per andare con un altro uomo. La responsabile della scuola l’ ha incaricata di scrivere i nomi dei bambini che arrivano in ritardo. Lei si mette al fondo della scala con un foglio ed una matita e scrive. Non sa ancora scrivere però traccia dei segni e quando ha scritto il “nome” del bambino ritardatario lo lascia entrare. La cosa interessante è che però dopo, se glielo si chiede, saprà riconoscere esattamente tutti i nomi e leggerli!

 

 

Per prima cosa i bambini fanno un po’ di canti e ginnastica allo stesso tempo, perché i canti sono sempre mimati e danzati. Si canta l’inno nazionale, tutti ben diritti e compresi, e poi si dice la preghiera. Dopo di che i bimbi che vogliono salgono su un piccolo rialzo e raccontano le esperienze di amore verso qualcuno che hanno fatto il giorno prima, perché ogni mattina si tira il “dado dell’amore”, un dado su cui sono scritte frasi tipo: amare tutti, amare per primo, vedere Gesù nell’altro, amare anche i nemici … e durante il giorno si incoraggia e si aiuta i bambini a vivere quell’aspetto del vangelo. E’ uno spasso sentirli … magari si inventano anche le cose pur di salire a raccontare la loro piccola storia!

 

Dopo di che arriva il momento “sacro” , il momento più atteso di tutta la giornata: il bicchiere di latte. Ogni bambino riceve il suo bicchiere di latte. Pochissimi a casa possono permettersi questo, allora la grande attrattiva di questa scuola materna è proprio quel bicchiere di latte.

Ecco due amici speciali di quel  latte!!

Maximilliam all’inizio veniva alla scuola solo per prendere il latte, il resto non gli interessava e riusciva a sgattaiolare via non visto dalle insegnanti. Preso il latte faceva finta di tranquillamente entrare in classe e quando le insegnanti guardavano dall’altra parte, via …

Faith (il suo nome vuol dire “fede”) è una piccola bambina. La mamma è morta quando lei aveva appena due settimane: non ha mai visto la mamma né preso il suo latte. Anche lei è con la nonna che l’ha tirata su con un prodotto scadente, un miscuglio di latte in polvere e cassava, per cui la bambina è debole e triste … ma il latte quotidiano  la sta aiutando a crescere …

 

Alla prossima!

don beppe